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The ghost town

La storia millenaria di Craco non ha un'origine ben determinata, come molti antichi paesi italiani. Nel suo circondario sono state rinvenute tombe risalenti al VIII a.C. di un insediamento indigeno.

Dopo l'abbandono della regione metapontina nella tarda età antica, fu scelto come luogo di insediamento bizantino da parte di monaci italo-greci. Nel X secolo d.C. la zona conobbe il rifiorire delle colture e la ripopolazione. Nel 1060 viene documentato per la prima volta il nome Cracum e successivamente si trasformò in feudo assegnato nei secoli a diverse casate nobiliari.

Il Castello venne costruito nel XIII secolo, finanziato da un oneroso contributo imposto alla popolazione. Nei secoli che seguirono il paese si arricchì di grandi palazzi nobili come Palazzo Grossi. Con le sommosse di fine '700 anche a Craco si assistette al tentativo dei contadini di occupare le terre comunali ed ecclesiastiche . Fu proprio da un palazzo nobiliare, palazzo Carbone, che i vecchi nobili spararono contro gli insorti repubblicani, sconfitti nel 1799 ad opera delle forze guidate dal cardinale Ruffo.

La prosecuzione dei saccheggi da parte delle vittoriose truppe francesi causò la rinascita del brigantaggio ed anche Craco fu scenario dell'inevitabile malcontento popolare. La storia di Craco termina nel 1963 quando l'ennesima frana determinò la definitiva decisione di abbandonare il paese per i nuovi insediamenti civili sorti più a valle, Craco-Peschiera. Oggi la cittadina conta circa 750 residenti di cui circa 600 effettivi.
I mass media sono soliti a ricordare che nel vecchio paese ormai non abita più nessuno, ma sono solo chiacchiere, infatti ci sono ancora circa 50 persone che grazie all'attaccamento e l'amore per questo paese, sono rimaste nella città natale, vivendo a pochi metri dal paese franato in case di nuova costruzione.

 

Craco, un viaggio multimediale...